domenica 7 marzo 2010

avventure di una burattinaia


Immaginatevi un teatrino, fatto di cartone.

Alcuni l’hanno giá visto, sembravano fanesi in vacanza ma in realtá erano gitani. Dicevano di venire dalle tranquille marche, ma pare che vivano in una cueva del tranquillo sacromonte di Granada.

Dicevo, un teatrino, di cartone. Immaginatevi questo teatrino piegato e legato a un carrellino di quelli che le signore del nord italia usano per andare al mercato, peró senza la borsa trapuntata azzurra per mettere la frutta. Scusate le divagazioni, ma immaginatevi il teatrino di cartone legato al carrellino, e avvolto in una serie di involucri di plastica, ottenuti da qualche altruista negoziante modaiolo, fissati con pezzetti di precario scotch. Se per caso dovesse piovere.

Ecco, poi immaginatevi una valigia. Una valigia vintage, di cuoio marrone un pó ingiallito, con uno strappo, piccolo, su un lato. E un’etichetta, anche lei di cuoio marrone un pó ingiallito, che dice che la valigia vintage una volta era di uno sconosciuto Juan Castillo, di Almería.

Ecco, col carrellino e la valigia vintage immaginatevi in seguito una persona che li accompagna, che non è una gitana che trasloca ma sono io, la franca, e chi l’avrebbe mai detto. La valigia è piena di cose strane, e dentro al teatrino, una volta slegato dal carrellino della spesa e liberato da plastiche e pezzetti di precario scotch, si svolgono storie, anch’esse strane. C’è un mago matto, con la musica di amarcord. C’è un pagliaccio sprovveduto, che a un certo punto si accorge di me. C’è la luna, a cui piace tanto il mare. Ci sono degli animali, e anche una presentatrice, che alla fine dice una poesia.

Indi per cui, come disse uno dei gitani, che si spacciavano per fanesi in vacanza, --ormai l’abbiamo persa?

Che dire, a volte me lo chiedo anch’io, mentre mi ritrovo a costruire nuvole di gommapiuma e spaventapasseri di cartapesta in smoking. In ogni caso, vi assicuro che è divertente, e ho affrontato felicemente l’esordio col grande pubblico, ovvero gli avventori, avvezzi all’alcool e non, di alcuni bar del luogo che mi hanno gentilmente permesso di esibirmi. LaFra presenta: TeatroLunático. Uah uah. Nel frattempo, costruendo nuovi personaggi matti, sotto sotto progetto l’esordio in qualche piazzuola, mentre burattinai mi insegnano a costruire teste di argilla e a ricoprirle di carta e stucco. Sempre un’ottima risorsa se decidessimo un giorno di costruire davvero un bel carro di carnevale del cravattino di fano. Eh eh.

A proposito, presto una visita, ai cravattini e alle tranquille marche, verso fine marzo, quando la pasqua è alta, spero ci incontreremo amici, per il resto sempre valido per tutti voi l’invito a farvi una gitarella e venirmi a trovare, quando volete, quaggiú nel grande sud andaluso :)

Abbracci! Fraaanca

lunedì 1 febbraio 2010

Beep...Climatizzare l'ambiente prima di soggiornarvi....Beep...Climatizzare l'amb...

Per i vecchi e futuri interessi ambientali, colgo anche l'occasione per segnalare un blog molto filosofico ma simpatico e interessante, del professor Fano di Bologna, mio insegnante a Urbino e tuttora amichevole consigliere e guida nei labirinti dell'università.

Check this out:



Riporto un suo post sul global warming che (come gli altri) parte da riflessioni personali o letture.

Nel numero di Le scienze appena uscito l’articolo di fondo dell’ex Direttore Enrico Bellone, storico della scienza e pubblicista di fama, lascia di stucco. Da quando si può misurare con una certa precisione la temperatura media della Terra, nessuno discute che essa da diversi decenni stia aumentando. Il dibattito, semmai, è sulle cause di questo aumento. La maggior parte degli studiosi, in privato più che in pubblico, ritengono che l’origine di tale aumento sia di origine antropica, cioè causato dall’uomo. E in particolare dai gas serra, che trattengono il calore dei raggi solari, come ad esempio l’anidride carbonica. Questa interpretazione delle cause non è certa – ci sono ancora margini per il dubbio. La paleoclimatologia ha mostrato che in altri momenti della storia la temperatura media globale probabilmente è aumentata senza le emissioni dovute alla Rivoluzione industriale. Dunque non c’è nulla di male a essere scettici, come appare Bellone, nel suo intervento. Ma l’autore afferma che dal 1998 l’aumento della temperatura si sarebbe stabilizzato. E’ la prima volta che sento un’affermazione del genere! Ad esempio Wikipedia riporta dati del tutto differenti. Va bene che ci sia disaccordo sulle cause, ma sui dati, mi sembra troppo.

D’altra parte con il gelo di questo gennaio, mi verrebbe da simpatizzare con quella signora che aveva telefonato a un giornalista alla radio dicendo: “Ci avevano promesso il riscaldamento globale, ma fa un freddo della Madonna!”.


Come anche nei commenti finali viene discusso, si ritiene che il riscaldamento globale non significa solo clima più caldo indiscriminatamente. Maggior energia libera implica anche una maggior instabilità del clima, che quindi non esclude la possibilità di glaciazioni oltre che di desertificazioni o più banalmente estati più calde insieme a inverni più rigidi.

Ma sul clima...who knows?


domenica 17 gennaio 2010

Opening 2010

Ano nuovo..ehm... nuevo! Nel senso di anno nuovo alla spagnola. Ma anche nel senso di ricostruire un provato posteriore dopo una settimana intensa passata a festeggiare in giro per la Spagna. Festeggiare e avidamente osservare per portarsi via almeno un pezzetto di qualcosa di nuovo, di diverso. E si è ben visto questo nuovo! Consegnerei due riflessioni - scherzose - al Cravattino. La prima: torno meno religioso (=cattolico) ancora, se era possibile. Per le imprecazioni e i vani appelli ai piani alti dell'immateriale dovuti alla mirabolanti vicende in giro per l'Andalusia, alle palate prese in serate un poco alcoliche persi in qualche fumosa taverna di Siviglia o in qualche mischia musicale a Granada. Torno ancora meno religioso, seriamente, soprattutto per la strana esperienza del vedere posti in cui il "nostro" cristianesimo ha sopraffatto, lasciandone segni, la religione araba e la sua espressione passata, intensa nello spirito e maestosa. Segni di violenza, di storia passata, di grandi cambiamenti che fanno riflettere e spingono a un'apertura, almeno interiore, al diverso. Poi, guardando anche le persone che vivono ora nella terra andalusa, i loro costumi, le loro provenienze, ho pensato: che fantastico palcoscenico per il mix e l'incontro di culture diverse, anche verso il futuro, per una società multiculturale (magari vera, o diversa), ma anche per nuovi rapporti che per forza - io credo - dovranno nascere tra arabi e cristiani nel futuro.
Ma non aprirei qui questi discorsi infiniti.
Altra nota sulla "vacanzina": sono partito con grandi carichi di gioia e divertimento per due schitarrate rock in una "normale" serata fanese. Mi son trovato poi in mezzo a chitarristi di flamenco, gitani e suonatori vari. Ho visto sangue bollire a suon di note, canti e balli. Mi son detto: meglio che rientro nei ranghi e mi siedo a guardare, qui scorre musica vera! Qui come altrove - sicuramente - ma che importanza che ha la musica in certi posti! Me ne resto in qualche garage di periferia all'ex zuccherificio o in qualche casa di chi "gioca" solo con la musica.
LAST BUT NOT LEAST: ricordo con affetto e gioia che sono arrivato in Andalusia con solo qualche foto nella testa, foto scattate da Dario con Capu in una loro vacanza estiva anni fa. Foto con visioni di quell'architettura araba che caratterizza quella terra. Architettura che era finita in qualche mia presentazione informale o universitaria sui miei studi filosofici e fisico-matematici sulle simmetrie. Tutti pensieri concettuali profondi che però si sono zittiti mentre passeggiavo per le strade di Cordoba, per i giardini dell'Alhambra o per l'Alcazaba di Malaga.
Torno con grandi scene nella testa, tra cui alcune strepitose guidate dalla vecchia mente e mano del Gazzo, ora chiamata in qualche depliant granadino LaFrà. Costruisce storie, burattini e teatrini e li presenterà in un qualche - non sappiamo quanto strano - bar della città...città in cui lei può votare l'alcalde! Ahahaha...
Strepitosa...LaFrà. Un augurio per le sue imprese artistiche.
Lascio queste impressioni sfuocate ai frequentatori del cravattino, per aprire il 2010, un anno -speriamo- grande per TUTTI!

martedì 15 dicembre 2009

How Magazines Can Survive the Digital Age

Tanto per cominciare ecco una breve presentazione in Pecha Kucha style(20 secondi a slide) sul futuro piú o meno presente dei magazine ...take a look!