Immaginatevi un teatrino, fatto di cartone.
Alcuni l’hanno giá visto, sembravano fanesi in vacanza ma in realtá erano gitani. Dicevano di venire dalle tranquille marche, ma pare che vivano in una cueva del tranquillo sacromonte di Granada.
Dicevo, un teatrino, di cartone. Immaginatevi questo teatrino piegato e legato a un carrellino di quelli che le signore del nord italia usano per andare al mercato, peró senza la borsa trapuntata azzurra per mettere la frutta. Scusate le divagazioni, ma immaginatevi il teatrino di cartone legato al carrellino, e avvolto in una serie di involucri di plastica, ottenuti da qualche altruista negoziante modaiolo, fissati con pezzetti di precario scotch. Se per caso dovesse piovere.
Ecco, poi immaginatevi una valigia. Una valigia vintage, di cuoio marrone un pó ingiallito, con uno strappo, piccolo, su un lato. E un’etichetta, anche lei di cuoio marrone un pó ingiallito, che dice che la valigia vintage una volta era di uno sconosciuto Juan Castillo, di Almería.
Ecco, col carrellino e la valigia vintage immaginatevi in seguito una persona che li accompagna, che non è una gitana che trasloca ma sono io, la franca, e chi l’avrebbe mai detto. La valigia è piena di cose strane, e dentro al teatrino, una volta slegato dal carrellino della spesa e liberato da plastiche e pezzetti di precario scotch, si svolgono storie, anch’esse strane. C’è un mago matto, con la musica di amarcord. C’è un pagliaccio sprovveduto, che a un certo punto si accorge di me. C’è la luna, a cui piace tanto il mare. Ci sono degli animali, e anche una presentatrice, che alla fine dice una poesia.
Indi per cui, come disse uno dei gitani, che si spacciavano per fanesi in vacanza, --ormai l’abbiamo persa?
Che dire, a volte me lo chiedo anch’io, mentre mi ritrovo a costruire nuvole di gommapiuma e spaventapasseri di cartapesta in smoking. In ogni caso, vi assicuro che è divertente, e ho affrontato felicemente l’esordio col grande pubblico, ovvero gli avventori, avvezzi all’alcool e non, di alcuni bar del luogo che mi hanno gentilmente permesso di esibirmi. LaFra presenta: TeatroLunático. Uah uah. Nel frattempo, costruendo nuovi personaggi matti, sotto sotto progetto l’esordio in qualche piazzuola, mentre burattinai mi insegnano a costruire teste di argilla e a ricoprirle di carta e stucco. Sempre un’ottima risorsa se decidessimo un giorno di costruire davvero un bel carro di carnevale del cravattino di fano. Eh eh.
A proposito, presto una visita, ai cravattini e alle tranquille marche, verso fine marzo, quando la pasqua è alta, spero ci incontreremo amici, per il resto sempre valido per tutti voi l’invito a farvi una gitarella e venirmi a trovare, quando volete, quaggiú nel grande sud andaluso :)
Abbracci! Fraaanca